Questa pagina nasce
dall'incontro
con un gruppo di amici di
Bologna.
A loro è dedicata
La
Campana di oggi è il risultato di una lunga - e spesso ardua - opera di
trasformazione, durata più di venti anni e ancora in corso, che ne ha mutato
profondamente l'aspetto originario. Eppure c'è un filo sottile che lega insieme
il presente e il passato, una sorta di fedeltà nella disobbedienza, in cui,
forse, è il vero senso di ogni restauro.
Le
immagini che seguono non sono soltanto una testimonianza di questo amore per
l'origine che ha accompagnato tutta la storia della Campana. Sono la prova che
le cose più povere, dimesse, all'apparenza più vili, nascondono grandi tesori.
Sono la prova del cammino che ogni vita deve compiere attraverso la polvere del
tempo per risplendere di nuovo.
Così si
presentavano i casali nel 1980, così li videro i primi fondatori della Campana,
giunti da Milano, dove avevano lasciato casa, lavoro e sicurezza
economica, per
inseguire un sogno di vita insieme. La maggior parte degli edifici, il cui
nucleo più antico risale al '700, si trovava in un grave stato di abbandono e
necessitava di una urgente ristrutturazione. In alcuni punti i tetti, i
pavimenti e le scale erano crollati.
Senza
nessuna esperienza del mondo agricolo, i
nuovi arrivati dovettero
improvvisarsi
agricoltori e allevatori, ma anche muratori e falegnami. Nella situazione
attuale i giardini hanno sostituito i fienili di lamiera e le case, riparate, si
sono arricchite di comignoli.
Nella vecchia casa vivevano solo due famiglie di agricoltori
ormai prossime a
trasferirsi altrove. L'immagine sembra perdersi in un tempo indefinito, quando
tutto era ancora da fare e l'impresa sembrava molto più grande delle forze.
Il restauro ha trasformato ogni angolo del villaggio, ma senza
tradire lo stile
originario. La struttura è ben riconoscibile nelle sue linee principali. Qui il
sogno si è realizzato: negli ambienti rinnovati abita il gruppo della Campana,
che negli anni è cresciuto fino a comprendere trenta persone.
Una
campana è stata posta sulla sommità di quello che prima era solo un deposito
di granaglie e un ricovero per gli animali. "La
Campana" è il nome
che la comunità si è voluta dare come guida per affrontare una fatica grande e
rischiosa e come simbolo di una armonia conquistata e difesa con tenacia, che
infine è divenuta dono per accogliere gli ospiti.
Una
vecchia stalla per le mucche e i conigli, coperta di ragnatele, intonaco e 
incrostazioni, consumata dal tempo e dall'incuria, è diventata Arca, rifugio di
bellezza e nucleo prezioso della casa. L'Arca accoglie i momenti più vivi e
sublimi dell'uomo: arte, musica, poesia, riflessione, silenzio. Nell'Arca è
salvo e visibile tutto ciò che alla Campana è stato creato attraverso
l'educazione, il perfezionamento e la conoscenza di sé. Come il mosaico sul
pavimento, fatto con i mattoni della vecchia mangiatoia che gli anni e lo sterco
animale hanno colorato e levigato: opera della natura e opera dell'uomo.